Sperimentato in prima persona: l’Ayurveda al Nikki’s Nest in India


tramontoUna nostra amata collega tedesca, lo scorso febbraio è stata al Nikki’s Nest. Questo viaggio non è stato per lei soltanto il primo soggiorno di cure ayurvediche ma anche la prima esperienza in India. Ma leggete voi stessi com’è andata:

Due settimane di Ayurveda al Nikki‘s Nest nel Kerala sarebbero state per me non soltanto un inizio sano e rilassato del nuovo anno, ma anche la mia prima esperienza in India.

Amici e colleghi esperti mi avevano più volte raccomandato di visitare l’India partendo proprio dal Kerala, luogo un po’ più calmo e sviluppato – la differenza con il nostro mondo occidentale comunque non è così evidente come nel resto dell’India. Tuttavia, ero naturalmente molto emozionata ed impaziente di intraprendere questa nuova esperienza.

Il volo notturno con l’Etihad è stato molto piacevole… certo, per quanto un volo di 12 ore possa essere piacevole.

ayurveda_outfitDopo aver cambiato un po’ di contanti in aeroporto, ho acquistato una carta SIM per il territorio indiano – avrei viaggiato un po’ attraverso il Kerala ed avevo la necessità di essere flessibile – un autista dell’Hotel mi ha condotto al Resort, distante circa 30 minuti. L’accoglienza è stata molto calorosa, nonostante l’ora – erano circa le 6 del mattino. Avevo abbastanza tempo per riposare un paio d’ore e scendere poi per la colazione. Intorno a mezzogiorno ho avuto il mio primo consulto con il medico ayurveda.

Avevo naturalmente già in precedenza approfondito il tema dell’ayurveda e le mie aspettative erano davvero alte. Avevo più volte letto della straordinaria efficacia dell’ayurveda nel trattamento delle cosiddette “malattie della civilizzazione”. Così, la mia più grande speranza era quella di sbarazzarmi una volta per tutte delle allergie fastidiose o comunque di ridurre al minimo ogni mio disturbo. Prima che mi fosse chiesto di descrivere i miei sintomi, il Dottor Praveen ha dedicato parte del tempo ad approfondire i principi dell’ayurveda ed inizialmente mi ha domandato quali fossero le mie aspettative dalla cura ayurvedica, insieme alla minuziosa descrizione dei disturbi che avevo intenzione di curare. Inoltre ho dovuto rispondere ad una serie di domande sul mio stile di vita, sulle abitudini e sulle peculiarità fondamentali del mio carattere. Sulla base di tutto ciò, il Dottor Praveen ha individuato il mio tipo di Dosha: essenzialmente il tipo di costituzione corrispondete al mio stile di vita.

Con tutte queste nuove informazioni e impaziente di affrontare i giorni a venire, curiosa di come avrebbe reagito il mio corpo e come il mio essere si sarebbe abituato al nuovo ambiente, ho iniziato il mio primo trattamento.

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Vista sul Resort

La mia terapeuta mi ha prelevato dalla stanza del medico e condotto alla sala per trattamenti. Queste sale sono collocate tutte in fila ed offrono una vista sulle palme e sugli scogli lungo la spiaggia. Sono tutte sono piuttosto areate ma comunque dal carattere abbastanza riservato da poter di indossare un costume alla “Adamo ed Eva”. La terapista era abbastanza a proprio agio con il carattere tedesco ed in particolare, con il comprensibile imbarazzo di imbattersi nelle dinamiche dello stile di vita proposto dalla “cura ayurvedica”. Nonostante la relativa conoscenza della lingua inglese, le istruzioni sulle posizioni da assumere sul lettino erano piuttosto chiare ed il tutto è stato affrontato con uno spirito amichevole, a volte anche spiritoso, persino con qualche parola ed espressione nella mia lingua. In breve, la straordinaria empatia creatasi ha fatto sì che mi sentissi da subito a mio agio e trattata con cura.

E finalmente, i trattamenti! Be’, in questo caso posso solo darvi un consiglio che sembra fatto apposta per la visione di un buon film: provate e vedete in prima persona!

Nei giorni successivi sono entrata a poco a poco nella mia nuova routine:

  • Sveglia di buon mattino
  • Yoga
  • Colazione
  • Riposo/lettura
  • Trattamenti
  • Pranzo
  • Riposo/lettura
  • Una breve gita in spiaggia/Kovalam/Backwaters
  • Cena
  • e, prima di coricarsi presto
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Buonissima cena di Kerala

Ciò che mi ha davvero colpito è stato il cibo. Prima di partire ero un po’ scettica: non sono una grande fan della cucina indiana. Eppure… ho dovuto ricredermi. Lo chef Raj si è preso la briga di servire agli ospiti a lungo termine, ogni giorno una varietà di portate sempre diverse ed i piatti sono così gustosi che dopo numerose e insistenti richieste, ha finalmente pubblicato il suo libro di ricette.

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Vista dal ristorante

Ed è proprio mangiando insieme che si gode della bella compagnia. Poiché i tavoli non coprono il numero totale delle camere, i commensali siedono sempre da 4 a 6 allo stesso tavolo. Si impara a conoscersi velocemente con gli altri ospiti in soggiorno terapeutico. Così si scambiano opinioni sulle proprie recenti esperienze nell’ayurveda o si può pianificare insieme un’escursione. Non raramente si pianificano addirittura insieme i soggiorni di cure ayurvediche per l’anno successivo. Io stessa ho portato con me in Germania alcuni contatti; e che nostalgia delle mie care “signore dell’ayurveda” e delle nostre regolari chiacchierate!

Ma l’ayurveda non è soltanto legata ad una vacanza di wellness e di relax. L’intensiva disintossicazione riguarda sia il corpo che la mente, e su questo vorrei mantenere una certa riservatezza, poiché naturalmente si verificano anche momenti di “down”. Per ogni individuo l’esperienza si rivela diversa, come ho imparato anche confrontandomi con gli altri ospiti. Ma un certo altalenare di emozioni e stanchezza fisica possono far parte del processo.

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Le onde alla spiaggia

Poiché ho scelto di fare questa cura soprattutto a causa delle mie allergie, che si manifestano specialmente sulla pelle, ho potuto notare in tal senso evidenti cambiamenti. Dopo circa 5 giorni ho improvvisamente avuto, probabilmente, la peggiore eruzione cutanea che riesca a ricordare sin dalla mia infanzia. Ma sapevo anche che eventuali reazioni di questo tipo, conoscendo le dinamiche dell’omeopatia, sono possibili, pertanto ho sopportato con pazienza. Con pomate speciali, oli ed acque a base di erbe, il medico ha alleviato ogni sintomo e dopo altri 5 giorni, la mia pelle migliorava giorno dopo giorno.

Tornata in Germania e a due mesi dal trattamento posso dire di sentirmi davvero bene ma soprattutto di essermi liberata da ogni disturbo. Il medico mi ha fatto dono di numerosi consigli da tenere in considerazione su come introdurre l’ayurveda nella mia vita quotidiana e nella mia alimentazione, tenendo conto delle particolari esigenze del mio Dosha. Sebbene non sia in grado di cambiare totalmente il mio stile di vita, sono però stata capace di mettere in pratica molti di quei consigli ed ho notato dei grandi miglioramenti. Al mattino acqua tiepida, niente cibi crudi freddi, regolari esercizi yoga, Pranayama e a letto presto: questo mi manterrà in forma ed il più sana possibile… sino alla prossima cura ayurvedica!

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Festa al tempio

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